Libro Una stupida avventura
di Franco Mimmi
Accade spesso, quando si è avanti negli anni, di avere l’impressione che la vita non abbia molto significato, ma Rossana, la protagonista del romanzo, questa impressione – anzi, questa certezza – ce l’ha fin dall’infanzia e vive di conseguenza, prendendo quel po’ di buono che l’esistenza le riserva e per il resto senza porsi troppi problemi. Non è il caso di quelli che le stanno attorno, che però, al termine dell’avventura, dovranno constatare l’inutilità del loro affannarsi, che fosse per il denaro o per la lussuria o per qualsiasi altra esaltata motivazione.
Il romanzo di Rossana è un distillato di tranquilla saggezza, che può non riguardare alcuni esseri privilegiati della natura ma dovrebbe essere il vademecum di quanti – e siamo la grande maggioranza – potrebbero, con Rossana, vantare una normalità che può anche chiamarsi, senza offesa per nessuno, mediocrità. Il suo canticchiare leggero e banale scandisce i fatti quotidiani ma anche le tragedie della storia sottolineandone l’assurdità, e la casualità cronologica del racconto sembra voler smentire la causalità degli avvenimenti.
“Si passa la vita,” dice Rossana, “a cercare una giustificazione della vita stessa. Se si fosse capaci di farne a meno ci si risparmierebbe un sacco di fatica inutile.”
“Forse, se io avessi qualche talento particolare, ancora ancora si potrebbe giustificare, ma io ho doti mediocri, lo so e l’ho sempre saputo, e non vedo lo scopo di alzarmi presto per quarant’anni a produrre mediocrità.”
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