Libro Una nuvola d'ira
di Giovanni Arpino del 1984
Una storia operaia. Bello questo libro di Arpino – il primo che leggo di quest’autore, anche se lo conoscevo perché citato spesso dai miei amati Soriano e Pastorin.Una storia che letta oggi può lasciare un po’ freddi – che c‘è di strabiliante – non fosse stata scritta nel ’62.Un menage a trois in ambiente operario, nella mitica Torino del boom economico, dove il "vecchio" Matteo è un ex partigiano ormai disilluso, Sperata sua moglie e Anglo il giovane amante, amico di entrambi, militante comunista eterodosso, sbattuto in uno dei tremendi "reparti confino" dell’epoca vallettiana.La storia di un ’68 antelitteram, con la teorizzazione dell’amore libero, dell’uomo nuovo guevariano, del rifiuto della morale borghese, etc etc, compreso il finale tragico, con il classico spiffero che scassa la coppia aperta…Un bel libro, intenso, con un linguaggio datato, sicuramente, ma genuino, che cala immediatamente il lettore nell’epoca.La lingua dei miei genitori, piemontesi pure loro, che avevano quell’età proprio allora, e che si conobbero giusto giusto nel ’61, anno in cui è ambientato il libro. Così, le coincidenze :)
(unica segnalazione)
Per commentare devi essere riconosciuto.
Effettua il login oppure registrati qui.