Film Das Leben der Anderen

- Autore: Florian Henckel von Donnersmarck
- Anno: 2006
- Scheda IMDB: tt0405094
- Voto di Scrive: 8.25 da 18 segnalazioni

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Un po’ "tedesco" nella realizzazione, ma bello e interessante… (amore, politica, persecuzione, arrivismo, corruzione, sesso, politica, arte…)

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Carino, forse un po’ sopravvalutato, sicuramente un po’ ruffiano.

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Davvero profondo.

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Bellissimo, era un pò che un film non mi colpiva così. Intenso e ben recitato
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è un bel film. Da guardare con calma.

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Mi è piaciuto moltissimo, anche se è triste ed amaro. Interessanti sono i riferimenti ad 1984 di Orwell.

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A differenza di The Goodsheperd, qui la storia è quella di poche persone in una città particolare, Berlino, capitale della DDR. Un regime paranoico e corrotto crea da solo i suoi nemici alienandosi gli amici, e non c‘è peggior nemico dell’amico tradito.
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Doveva essere un film noioso, lento, ma poi ti trovi incollato fino alla fine, in attesa, come se stesse per avvenire un evento di portata mondiale… e invece sono gesti che se non ci fosse un film come questo a raccontarceli resterebbero nascosti nel legame tra due persone che nemmeno si conoscono.

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ATTENZIONE: Quella che segue è solo la prima parte di una più completa recensione disponibile sul mio blog. Per leggerla cliccate sul collegamento qui sotto…
Nella DDR (acronimo della Deutsche Demokratische Republik – Repubblica Democratica Tedesca) nessuno poteva dirsi certo di non essere controllato. Attraverso confidenti e sistemi d’intercettazione capillari, la potentissima Stasi aveva di fatto messo in pratica i peggiori incubi dell’orwelliano 1984. Chiunque veniva anche solo sospettato di avere idee non conformi al regime veniva spiato, interrogato e non di rado incarcerato anche per lunghi periodi. Però, a differenza delle Polizie segrete poste a tutela di altre dittature, la Stasi difficilmente ricorreva a torture fisiche. Come spiegato con glaciale efficacia dal capitano Gerd Wiesler (Ulrich Mühe) nell’antefatto del film, la violenza fisica era stata sostituita da quella psicologica: privazione di sonno, minacce di coinvolgimenti di famigliari e altri orrori simili.

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Narrazione abbastanza asciutta di un caso di sorveglianza di un intellettuale da parte della Stasi nella Germania del’Est pre-Glasnost.
Sia tra i sorveglianti che tra i sorvegliati ci sono personaggi integri e meno integri; il caso porterà all’estremo le loro diverse reazioni alla situazione. 
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un film visto per caso da consigliare a tutti

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Una Berlino est cupa e pesante, lontano dal folclore di Good Bye Lenin, con tanti luoghi e nomi conosciuti e "vissuti", ma mai visti davvero sotto questa luce…

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in italiano significa la vita degli altri credo. bello bello :) e bella l’atmosfera ricreata.
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